TERESA SATTA

Born in Varese IT, in 1993

Teresa lives and works as a transversal artist in Italy. The focus of her formal research is the corporality and the enviroment, as reciprocal exchange of informations.




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Non aspettare: osserva ogni giorno 
don’t wait: every day observe

2019

manifesto on metal slab
2x 70x100cm


nettle jelly
50 pieces, 2x2,5x0,7 cm

Generally speaking a Manifesto is a print of various dimentions, that use to be affixed in public space in order to draw attention to issues of common interest. It aims to point out something that was hidden, silent or forgotten.

Non aspettare: osserva ogni giorno is the result of a slow exchanging process during the artistic residency with B.R.A.C.T. (https://www.bract.it/), within the territory of Arona (IT).
Questioning about the wild edible herbs that strongly grows all around, it focuses on the power of the knowledge about our own nourishment and livelihood, based on the interaction between people and cutures, and the oral trasmission of informations.  This kind of knowledge, even if threaten, is not lost. On the contrary it is still silently intertwine with the community. Here comes the aim of the project: to create a gentle attention around it. 

The result of the project takes two different nevertheless manifest ways: a public installation of a couple of posters portaraiting the Topinambur plant in a wild topinambur flowerbed, and 50 handmade candies, made with freshly picked nettle leaves and given to the people that found themselves somehow involved with the project.


Generalmente un manifesto è un foglio stampato di varie dimensioni che si affigge in luoghi pubblici per attirare l’attenzione su fatti ritenuti di interesse comune. Si propone di enunciare qualcosa che prima era invisibile, taciuto o dimenticato.

Non aspettare osserva ogni giorno è il risultato di un lento processo di scambio durante la residenza artistica B.R.A.C.T. (https://www.bract.it/), nel territorio dell’aronese.
Ponendo a tema la crescita delle erbe spontanee all’interno del contesto urbano ed extra urbano, il progetto si focalizza sul potere  della conoscenza sul proprio nutrimento e autosostentamento, basata sull’interazione tra persone e differenti culture, e la trasmissione orale delle informazioni.
Questo tipo di conoscenza, per quanto minacciata e recisa, non è affatto perduta. Al contrario, è ancora silenziosamente intrecciata con il sapere popolare e la comunità. Qui l’intento del progetto: creare una gentile attenzione attorno a questo tema.

Il risultato della residenza assume due modi di essere manifesto: una coppia di manifesti che ritraggono una radice di topinambur con le sue inflorescenze, installata in un’aiuola di topinambur selvatici, e 50 gelatine all’ortica appena colta, distribuite a quanti si siano trovati coinvolti nel progetto.